Cluster come “Distretto” o come “Consorzio”?

La differenza tra distretto e cluster è spesso terminologica e a volte i due termini vengono usati in maniera intercambiabile. Peraltro la legislazione nazionale e quelle regionali sono in continuo divenire e spesso aumentano la confusione.

In Veneto fino ad oggi la normativa regionale individuava i “Distretti produttivi” nelle sole aggregazioni formate da un minimo di 100 aziende che sottoscrivevano un “Patto per lo sviluppo” a valenza triennale con il solo obbligo di nominare al proprio interno un Rappresentante di Distretto quale soggetto incaricato di interloquire con le Istituzioni. Pur ottenendo un importante riconoscimento formale, a seguito di tale definizione, numerosi Distretti sono rimasti solo sulla carta in quanto mancava loro una stabile organizzazione interna, basandosi per lo più sulla buona volontà di qualche azienda leader o su Associazioni di categoria esterne.

La normativa in fase di approvazione (novembre 2012) supererà tale rigida definizione legata al numero di aziende aderenti e prevederà diverse tipologie aggregative a seconda della tipologia di aziende e alle loro strategie di sviluppo. I nuovi Distretti dovranno obbligatoriamente organizzarsi attorno ad un Consorzio con il quale verrà sottoscritto un Accordo di programma.

Il Distretto Veneto dei sistemi per l’illuminazione è stato prodromico, in tal senso, in quanto ha deciso da subito di dotarsi di un soggetto gestore con il Consorzio Luce in Veneto, cui aderiscono una cinquantina di aziende tra le 140 sottoscrittrici del Distretto. Nell’attuale fase transitoria il cluster può essere, quindi, rappresentato sia dal “Distretto”, essendo l’unico formalmente riconosciuto dalla Regione, sia dal “Consorzio” in quanto rappresenta la forma più vicina ad una cluster organization in quanto dotato di personalità giuridica e di un CdA che ne definisce l’approccio strategico.

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Il Distretto Veneto dei Sistemi per l’Illuminazione

Il Distretto è sorto per iniziativa del Comune di Piombino Dese (PD), territorio da sempre vocato a tale settore,  che ha avviato una attività promozionale finalizzata a coinvolgere e illustrare l’opportunità di favorire la costituzione di un distretto produttivo. Nel 2007 il Comune ha promosso la costituzione di una prima Aggregazione di imprese alla quale hanno aderito 12 aziende con lo scopo di sviluppare una piattaforma informatica per la gestione di servizi integrati. Queste aziende hanno individuato alcune idee di collaborazione su ricerca, internazionalizzazione e logistica integrata da estendere alle altre aziende del settore operanti nello stesso territorio. Esse hanno quindi deciso di impegnarsi direttamente nella costituzione di un distretto coinvolgendo l’intera filiera produttiva. Il 15 luglio 2008 nasceva ufficialmente il Distretto Veneto dei Sistemi per l’illuminazione con ben 114 adesioni.

Il distretto ha l’obiettivo principale di accrescere la competitività delle imprese venete di produzione e commercializzazione dei prodotti dell’illuminotecnica e aumentare il valore aggiunto di tali prodotti tramite l’integrazione economica della filiera.

La strategia attuativa consiste nel fare leva sui punti di forza e le opportunità di cui dispongono le imprese del Distretto e in particolare: l’offerta di una vastissima gamma di prodotti diversificati ma accomunati dalla qualità “Made in Italy”; la volontà di adeguarsi a un mercato in piena evoluzione; la spinta all’esportazione e alla penetrazione di nuovi mercati; la dislocazione geografica delle aziende del settore su un territorio relativamente circoscritto e idealmente situato rispetto ai maggiori assi di commercio europei; la continua innovazione nei prodotti e la comprovata capacità produttiva in filiera; la presenza di elementi trasversali aggreganti quali le associazioni di categoria e centri di ricerca e formazione.

In particolare nel Patto per lo sviluppo del distretto sono stati individuate le seguenti priorità:

  • Penetrazione commerciale all’estero
  • Ricerca, sviluppo e Innovazione
  • Sistemi a maggiore l’efficienza energetica e minore impatto ambientale
  • Condizioni di contesto.

Attualmente costituiscono il Distretto 140 aziende, il Comune di Piombino Dese, 4 Associazioni artigiane, il Parco Scientifico Tecnologico Galileo di Padova, il Centro di Ricerca Tecnologia & Design e la Facoltà di Ingegneria Elettrica dell’Università di Padova. Circa due terzi delle imprese sottoscrittrici il Patto hanno sede operativa nelle provincie di Padova, Treviso, un quarto a Venezia e un numero minore a Vicenza, Belluno e Verona. Quasi la metà delle aziende svolge attività di fabbricazione e assemblaggio di apparecchiature per illuminazione e di lampade elettriche. Attorno a tale nucleo sono stati coinvolti sia settori produttivi a monte nella filiera quali i fornitori di materiali, sia a valle ovvero le imprese di imballaggio e quelle che commercializzano i prodotti finiti.

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Il Consorzio Luce in Veneto

Nel febbraio 2009, 34 aziende (diventate nel frattempo 52) del Distretto hanno costituito un consorzio denominato Luce in Veneto Scarl per dotarsi di una struttura in grado di gestire progettualità e attività. Al vertice del Consorzio c’è un Consiglio di Amministrazione (CdA) composto da rappresentanti delle imprese che stabilisce le linee strategiche di sviluppo. Coordinatrice è la Dr.ssa Antonella Venza la quale ci  ha fornito le informazioni sullo Consorzio stesso e sul distretto.

Il Consorzio agisce da “incubatore” di esigenze e di idee progettuali che il Coordinatore recepisce e discute col CdA. L’adesione di nuove aziende è subordinata alla necessità di mantenere un equilibrio nelle caratteristiche settoriali e territoriali. Le azioni del Consorzio, stabilite dal CdA, si basano su tre ambiti di intervento:

  • formazione, con l’attivazione di specifici corsi finanziati dal FSE su tematiche di diretto interesse delle aziende in ambito sia tecnico sia di sviluppo commerciale e marketing. I corsi di formazione sono un momento di incontro tra azienda del cluster e con docenti individuati nelle Università e Centri di ricerca al fine di stimolare nuovi progetti di collaborazione
  • internazionalizzazione, con la partecipazione collettiva a fiere, l’apertura di show room comuni in Italia e all’estero e la condivisione di reti commerciali
  • ricerca e sviluppo, con lo sviluppo di nuove tecnologie per prodotti avanzati. Attualmente è in corso di realizzazione un progetto di domotica finanziato dalla Regione Veneto che vede coinvolte 5 aziende, la Facoltà di Ingegneria di Padova e un centro di ricerca di Belluno. L’obiettivo è di brevettare un prototipo il cui utilizzo potrà successivamente essere esteso a tutte le aziende consorziate.

Il Consorzio si finanzia tramite:

  • quote aziendali annuali
  • sponsorizzazioni (Assicurazioni, banche..)
  • consulenza per presentazione e rendicontazione pratiche per l’erogazione dei contributi regionali.

Le Province di Treviso, Padova e Venezia hanno contribuito allo start up dell’iniziativa mentre è in corso di definizione un Accordo di programma con il Ministero dello Sviluppo Economico.

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Come viene gestito il Consorzio Luce in Veneto

Al momento il Consorzio è gestito operativamente dalla Coordinatrice, Antonella Venza che è quindi di fatto la cluster manager. Il ruolo di Rappresentante di Distretto è invece affidato al Presidente del Consorzio stesso in quanto titolare di un’azienda di illuminazione che può opportunamente rappresentare le esigenze e i progetti di sviluppo del settore. La dr.ssa Venza si era avvicinata al Distretto quando lavorando come consulente in progetti finanziati con fondi pubblici aveva seguito il progetto volto alla costituzione del Distretto su incarico del Comune di Piombino Dese. Una volta approvato il Patto di sviluppo la società di consulenza e il Comune consideravano concluso il loro lavoro, rischiando tuttavia così di lasciare il Distretto alla deriva.

La Venza decise a quel punto di impegnarsi in prima persona, girando azienda per azienda per chiedere la disponibilità a partecipare alla costituzione di un consorzio e già abbiamo visto che i numeri le hanno dato ragione. Oggi per lei permane la difficoltà di dover gestire da sola una società molto complessa. Gli impegni quotidiani legati all’ordinaria amministrazione distolgono dall’ideazione di nuovi progetti e dalle attività di lobby e pubbliche relazioni. Tuttavia il contatto pressoché quotidiano con le aziende consorziate le dà un termometro sempre aggiornato sulle loro esigenze

Vista la formazione della Coordinatrice e la sua precedente esperienza professionale, la sua attività è focalizzata sul coinvolgimento delle aziende ai bandi di loro interesse. Il Consorzio è comunque riuscito ad andare oltre l’aggregazione finalizzata all’ottenimento di contributi pubblici. Le aziende stanno facendo un percorso di integrazione superiore per molti aspetti alle iniziali aspettative. Il tradizionale individualismo  degli imprenditori è spesso superato grazie a fatti concreti che mostrano che le maggiori opportunità si trovano collaborando. Il passaggio più “sensibile” sarà il completamento del processo di costituzione di un Marchio collettivo. Infatti l’obiettivo più importante è accrescere le opportunità per le PMI consorziate tramite un marchio di qualità e di provenienza che le contraddistingua nel mondo.

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Associazioni industriali e cluster: il caso delle Biotecnologie

Costituita nel 1986 all’interno di Federchimica, Assobiotec è l’Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie, che rappresenta le imprese e i parchi tecnologici e scientifici che operano in Italia nei diversi settori delle scienze della vita.

La missione di Assobiotec è quella di sostenere e promuovere lo sviluppo delle biotecnologie in tutte le aree di applicazione, che spaziano dalla salute al benessere, dalla medicina veterinaria alla zootecnia, dall’agricoltura all’alimentazione, dall’ambiente ai processi industriali, dai biomateriali alle bioenergie, dall’edilizia al restauro.

Assobiotec può considerarsi una cluster organization sui generis, perché effettivamente è l’ente che anima il meta-cluster italiano delle biotecnologie. Per promuovere il settore, Assobiotec svolge un’intensa attività di relazione con le istituzioni nazionali e regionali e con gli organismi europei. L’Associazione interagisce e collabora inoltre con le organizzazioni imprenditoriali, gli istituti scientifici e le associazioni dei pazienti e dei consumatori.

Tra le aree di intervento dell’Associazione, hanno una rilevanza particolare quelle relative a:

  • promozione di programmi di ricerca di interesse strategico per il comparto
  • definizione delle misure finanziarie e fiscali idonee a favorire l’innovazione
  • regolamentazione delle attività biotecnologiche (ricerca e sviluppo, produzione, commercializzazione e utilizzo dei prodotti)
  • tutela dei prodotti frutto dell’innovazione biotecnologica a 360°

Assobiotec inoltre è attiva nel promuovere la partecipazione delle imprese italiane alle attività di ricerca e sviluppo biotecnologico finanziate dall’Unione Europea nell’ambito dei Programmi-Quadro e nel rafforzamento della collaborazione tra istituzioni di ricerca e piccole-medie imprese.

Una delle attività più gradite dalle aziende è il supporto all’internazionalizzazione del settore attraverso molteplici iniziative, quali:

  • BioInItaly Newsletter: newsletter su base quindicinale, vera vetrina del biotech italiano all’estero, che offre agli stakeholders internazionali, in lingua inglese, informazioni su quanto accade nel mondo delle biotecnologie italiane
  • BioInItaly Report: il rapporto annuale che offre una fotografia completa del comparto
  • Partecipazione coordinata ad eventi internazionali
  • Attrazione sul territorio nazionale di eventi internazionali
  • Database internazionale Biotech Gate, che riunisce tutte le realtà italiane attive in ambito biotech.
  • Portale delle biotecnologie italiane, realizzato in collaborazione con l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane (ex ICE).
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Gestire il meta-cluster delle Biotecnologie: il ruolo di Assobiotec

Abbiamo chiesto alla Dr.ssa Rita Fucci, PhD, quali sono le attività più importanti per le imprese del Cluster:

Assobiotec conta oltre 120 associati. Il lavoro svolto dall’Associazione è fondamentale sia per le imprese socie sia per tutto il settore che come sappiamo è uno di quelli caratterizzati da maggiore intensità di Ricerca e Sviluppo e più alto potenziale di crescita.

La formazione e la diffusione della cultura del Trasferimento Tecnologico e del Business Development sono molto importanti nelle biotecnologie e su questi temi organizziamo corsi specifici.

L’associazione crea momenti di networking attraverso l’istituzione di:

  • Eventi e riunioni presso la sede dell’Associazione
  • Messa in rete di progetti di ricerca in cerca di collaborazione attraverso la piattaforma “Dove le idee generano valore” di Federchimica

Anche le attività di scouting e matching risultano di particolare importanza nell’ambito dell’animazione del cluster, in particolare:

  • Mappatura delle competenze nei settori privato e pubblico
  • Progetti ed eventi di scouting come la Bioiniziativa
  • Partecipazione a partenariati per la sottomissione di progetti di creazione di cultura imprenditoriale nel biotech e di disseminazione dei risultati

La creazione di un idoneo ambiente finanziario è un altro dei temi sul quale Assobiotec opera mediante:

  • Formazione per analisti finanziari
  • BioInItaly Investment Forum: l’evento che ogni anno porta davanti ad una platea di potenziali investitori i migliori progetti di ricerca biotech del nostro Paese
  • Promozione dell’avvio di un fondo nazionale di Venture Capital specifico per il settore.

A queste si aggiungono le seguenti iniziative volte alla creazione di un contesto politico e fiscale favorevole alla nascita di nuove imprese hi-tech:

  • Messa a punto di una proposta di legge per il riconoscimento dello status di Piccola Impresa Innovativa
  • Attività a supporto dell’introduzione stabile del credito di imposta per le attività di R&S
  • Diffusione dell’informazione dei risultati della ricerca alla società civile.

L’insieme di queste attività fa di Assobiotec il motore dello sviluppo delle biotecnologie in Italia.”

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Il Polo piemontese della Meccatronica e i Sistemi avanzati di Produzione

Il MESAP, Polo di Innovazione per la Meccatronica ed i Sistemi avanzati di Produzione, è uno dei dodici Poli tematici di Innovazione costituiti dalla Regione Piemonte nel 2009 nell’ambito dei Fondi Strutturali europei (POR – FESR) 2007-2013.

Abbiamo chiesto all’Ing. Dario Scapaticci, che del Mesap è Responsabile Tecnico, di raccontarci questo Polo: “Una frase che può sintetizzare l’essenza del MESAP, così come degli altri Poli piemontesi, è “cooperare per innovare”. Infatti il MESAP si configura attualmente come una rete organizzata e in continua crescita di soggetti diversificati e complementari (Start-up, PMI, grandi imprese, atenei e centri di ricerca) operanti nella meccatronica e sistemi avanzati di produzione. Ad oggi il Polo conta 160 imprese e 10 operatori di ricerca, con baricentro nella provincia di Torino ma distribuiti su tutto il territorio piemontese.

Concordemente agli standard internazionali, per Meccatronica intendiamo l’interazione sinergica di quattro ambiti disciplinari: Meccanica, Elettronica, ICT e Controllistica, da cui si generano una serie di prodotti complessi e diversificati all’interno dei più diversi comparti industriali; i membri del Polo risultano infatti attivi in ben dodici settori: macchine utensili, impiantistica produttiva, robotica – automotive e macchine operatrici mobili – aerospaziale – ferroviario – bianco, elettrodomestici – tessile – stampa – biomedicale/sanitario – energetico ambientale – chimico – agroalimentare – edilizia e costruzioni, settore abitativo.

Il MESAP sviluppa la propria attività su tre grandi “traiettorie tecnologiche”: 1) Prodotti SMART, ovvero applicazioni meccatroniche a prodotti consumer ed industriali, 2) Processi FLEX, cioè sistemi avanzati di produzione per la flessibilità dei processi produttivi, 3) Processi GREEN, soluzioni per l’eco-compatibilità e l’efficienza energetica dei processi produttivi.

Gli obiettivi che ci siamo dati possono essere così sintetizzati:

  • Sviluppo e trasferimento conoscenze e tecnologie dai centri di ricerca alle imprese e successivo trasferimento al mercato
  • Sviluppo ed ibridazione conoscenze e tecnologie tra settori industriali diversi, sempre finalizzate ad applicazioni commerciali
  • Rafforzamento ed espansione delle filiere scientifiche, tecnologiche e industriali locali, re-insourcing strategico ed estrazione valore da tutti gli elementi delle filiere
  • Cooperazione internazionale per progetti di R&D, condivisione migliori pratiche e competenze con Cluster di Innovazione esteri similari
  • Identificazione e apertura di nuovi Mercati di sbocco a livello Europeo e Mondiale.”
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